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Indignazione per l’articolo di Libero: “con il ddl Zan uno così può finire in cattedra”. Il cantante non ci sta e replica sui social

Libero Quotidiano ha dedicato la prima pagina del proprio giornale al mese del Pride, il periodo dell’anno in cui le persone che vogliono manifestare a favore dei diritti civili scendono in piazza per affermare il bisogno di maggiori tutele, specialmente alla luce dei numerosi episodi di omofobia che segnano il Paese.

Quest’anno, il Pride month è vissuto con ulteriore entusiasmo e fervore, vista la spinta propulsiva di gran parte dell’Italia a favore della legge Zan.

Ebbene, il Pride di Milano che ha visto protagonista il cantante Vergo è stato il soggetto preferito della prima pagina del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, giornalista che in passato non ha nascosto la sua contrarietà al ddl Zan.

Il titolo, tendenzioso e capzioso, è stato da moltissimi lettori criticato per aver indotto una stortura di pensiero rispetto al suddetto ddl Zan che niente ha a che vedere con i bambini, se non nella misura in cui - come dice a chiare lettere il medesimo testo di legge - si limiterebbe a dedicare una giornata all’anno, il 17 maggio, alla lotta contro l’omotransfobia: saranno, però, affidati alla sensibilità del corpo docente di ogni scuola italiana le modalità e gli strumenti con cui trattare una simile tematica.

Il cantante, Vergo, tuttavia, trovatosi nella prima pagina di Libero con una descrizione non esattamente edificante, ha tenuto a replicare sui social all’articolo del quotidiano.

Ecco le sue parole:

Io non sono solo un partecipante del Pride. Ho un’identità. Sono Giuseppe,un ragazzo che si impegna per i diritti di tutt*. Sono un artista Queer e sono fiero di essere Uno Così“, ha replicato Vergo sui social. “Sei #UnoCosì se riesci a comprendere che oltre pailettes, corone, trucco e parrucco, c’è un’anima, una persona che sta dicendo qualcosa. Sei #UnoCosì se vedi la scuola non come la “fabbrica degli uomini” ma come uno dei primi luoghi protetti, liberi dai pregiudizi che dia gli strumenti a tutt* di essere se stess*. Sei #UnoCosì se hai ben chiaro e da tempo che la battaglia da combattere è quella per la vera uguaglianza di ogni cittadino, anche per chi finge di non capire. Sei #UnoCosì se ti sconvolge più un 12enne picchiato perché andava al Pride che un Cristo Lgbt. Sei #UnoCosì se riesci a comprendere che “il carnevale” può venire fuori più da parole che mancano di sensibilità che da quello che sei libero di indossare. Sei #UnoCosì se riesci a comprendere che ieri c’erano uomini, donne, transgender, non binari, disabili, padri e madri a manifestare per i diritti di tutt*“.

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